Linee guida di Google per i Quality Raters

Nel mese di ottobre 2011 Google si è fatta sfuggire un documento destinato ai quality raters. Inevitabile che le 125 pagine finissero pubblicate in rete. Non vi aspettate segreti o formule magiche.
D’altronde la SEO non può basarsi su certezze stabili. La rapidità dei cambiamenti dell’algoritmo e l’instabilità delle SERP fanno sì che sia più importante capire la filosofia con la quale Google prende in considerazione un sito web, il modo in cui Google pensa.

Chi sono i Quality Raters?

Per Quality Raters si intendono le persone che lavorano perché l’algoritmo di Google faccia in maniera corretta il suo mestiere. I Quality Raters fanno parte di un sistema di controllo qualità che permette di affinare le SERP e migliorare il modo in cui vengono forniti i risultati di ricerca. Il documento affronta fondamentalmente la qualità dei posizionamenti nei motori di ricerca. Fondamentalmente un quality rater valuta un sito presente nei risultati di ricerca, ne valuta la pertinenza in base alla parola chiave ricercata e segnala quelli che potrebbero essere spam o frutto di attività illecite, black hat SEO.
Il documento quindi illustra una serie di linee guida per veicolare interpretazioni e giudizi della parte umana di Google.

Vediamo alcuni spunti filtrati da SEOmoz.

La rilevanza è un continuum

Il concetto di rilevanza è qualcosa di molto ampio e complesso. Ai quality raters è richiesto di valutare la rilevanza di un sito o di una pagina web su 5 opzioni disponibili: Vitale, Utile, Rilevante, poco rilevante, off topic (fuori tema).
Rilevanza e Spam sono indipendenti

La rilevanza è una valutazione, lo spam è una segnalazione. Cosa significa? Che per Google un sito può essere utile ma considerato spam oppure può essere irrilevante ma non spam. I contenuti quindi possono essere più o meno rilevanti, essere spam ha a che fare con le modalità di emersione/promozione dei contenuti.

L’interpretazione comune è fondamentale

Google suggerisce ai quality raters di utilizzare le interpretazioni dominanti. Alcune query infatti possono essere ambigue se non contestualizzate. Spesso però l’interpretazione dominante sembrerebbe favorire I grandi brand. L’interpretazione dominante di una ricerca ambigua e generale come “apple” infatti è il colosso di Mountain View e non un sito specializzato nella produzione o vendita online di mele.

Alcuni risultati sono Vitali

Ogni entità ufficiale, sia essa un’azienda, un attore, un politico etc… può entrare in questa categoria. Solo un’interpretazione dominante può essere inserita tra i risultati vitali.
Lo stesso discorso vale per i profili social. Piccoli gruppi, politici, personalità possono avere pagine “vitali” multiple (home page, profili Facebook o Twitter) e quindi rientrare in questa categoria di privilegiati in quanto riconosciuti come fondamentali per i risultati di ricerca. Interessante come per le aziende non valga lo stesso principio e quindi i profili social non vengano considerati “vitali”.

Ricerche generiche non sono mai Vitali

Walmart.com (nome brand) è un risultato vitale per la ricerca walmart. Lo stesso discorso non vale però per ricerche generiche e gli exact match domain correlati.

Le ricerche hanno 3 varianti

Le intenzioni di una ricerca possono essere classificate secondo Google in base alla loro finalità. Le 3 opzioni sono:

  • Azioni (Fare)
  • Informazioni (Conoscere)
  • Navigazione (Andare)

Questo modello Fare/Conoscere/Andare permette di comprendere le ricerche. La rilevanza è quindi determinate dale intenzioni e dalla variante (una o più di una) alla quale risponde. Per esempio alla query “comprare un pc” è strettamente rilevante solo un risultato della variante Fare.

L’utilità è più importante della rilevanza

Secondo Google le pagine “utili” quelle in grado di fornire risposte di valore agli utenti, oltre ad essere rilevanti, dovrebbero essere soddisfacenti, autorevoli, recenti. La rilevanza quindi non è sufficiente per ottenere un buon posizionamento.

La rilevanza presuppone corrispondenza linguistica

Se un risultato non rispecchia la lingua della ricerca quel risultato ha una bassa rilevanza.

I risultati locali possono essere automatici

Anche se faccio una ricerca generica potrei volere dei risultati a livello locale. Tocca a Google valutare le intenzioni degli utenti e le ricerche localizzate stanno assumendo sempre maggior valore, sia che la località venga inserita o no nella query

La pertinenza della landing page è determinante

Una buona pagina di atterraggio deve soddisfare le richieste della query. Una pagina prodotto dettagliata deve rispondere a una ricerca per una long tail keyword così come se n utente effettua una ricerca per una categoria di prodotti, una pagina con un solo prodotto appartenente a quella categoria sarà meno pertinente di una lista di articoli della stessa categoria.

Gli errori di ortografia sono valutati in base all’intenzione

Nel caso di errori nella battitura di una query la rilevanza dei risultati dovrebbe essere valutata sulla base delle intenzioni degli utenti.

Contenuti duplicati possono essere rilevanti

Potrebbe sembrare assurdo, specialmente dopo la rivoluzione dell’algoritmo Panda, ma secondo Google I contenuti duplicati possono non essere considerati come irrilevanti nel caso in cui essi siano ben organizzati, utili e non siano stati creati unicamente per ottenere riscontri in termini di pubblicità.

Alcune query non necessitano di una definizione

Le pagine di dizionari o di enciclopedie sono utili solo se quelle parole richiedono una definizione o maggiori informazioni. Se la definizione di una parola è diffusa e scontata una pagina web di un dizionario o di un’enciclopedia non è considerata utile. Almeno Google ufficialmente dice questo. E Wikipedia allora?

Pubblicità senza valore sono spam

Nel documento si dice: – “Se una pagina esiste solo per fare soldi, quella pagina è spam.” Con l’espressione “solo per fare soldi” Google intende quei siti e portali privi di contenuti di valore creati ad hoc solo per ottenere benefici dalla pubblicità

Google Raters usano Firefox

Si, Google suggerisce ai suoi Raters di utilizzare Firefox.

Queste sono solo alcune delle indicazioni fornite da Google ai propri Quality Raters per la valutazione dei siti web. Al consulente SEO spetta il difficile compito di interpretare queste indicazioni e comprendere sempre meglio il modo in cui Google pensa. Perché nel futuro la parte umana del motore di ricerca avrà un ruolo sempre più determinante.